Congresso internazionale sulle professioni di servizio
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Il Ventesimo Congresso Incontro Romano inaugurato dal sindaco di Roma Giovanni Alemanno
Circa 300 studenti e giovani professionisti del mondo del servizio parteciparono al ventesimo congresso Incontro Romano. Gli riuniva la stessa sfida: diventare esperti in umanità e impegnarsi in questi tipi di lavoro. Nell’apertura del Congresso, il Sindaco di Roma ha gentilmente accettato l’invito giacché si compiva un anniversario importante: venti anni promovendo l’importanza e la necessità per il lavoro che pone l’attenzione alla “persona”.
Gestione dell’entusiasmo
La cornice di questo congresso riguardava i temi sullo stile di vita: lifestile, rapportato con l’identità personale come punto focale dell’umanità. La propria condotta di vita è un modo per affrontare la realtà che si manifesta con convinzioni, valori e modi di vedere e fare le cose, e infine viverle. È una scelta non sempre consapevole che ci porta a essere, presentarci ed esporci con altri in un modo determinato.
Nel ventesimo anniversario dell’Incontro Romano la conferenza principale fu tenuta da Victor Küppers, imprenditore e collaboratore della “Escuela de Negocios IESE” che ha Campus a Barcellona. Parlò della gestione dell’entusiasmo, concentrandosi in un unico messaggio che sviluppò con molta vivacità durante tutto il suo intervento: l’atteggiamento, prima di qualsiasi lavoro, qualunque sia, è ciò di più importante.
Al susseguirsi di Victor Küppers intervennero più testimoni. Questi ultimi furono aggiunti al programma del Congreso solo da pochi anni come modo per imparare da vari servizi professionali, che condividono la loro esperienza della propria vocazione professionale: La decisione di dedicarsi a questo tipo di lavoro, le facilità e le difficoltà che riscontrano, la loro visione di fare soldi, le esperienze di vita che li hanno segnati.
Quest’anno interverranno professionisti di diversi settori. Andrea Feehery, degli Stati Uniti, è membro dell’Opus Dei. Da molti anni si occupa professionalmente della cura e dell’ospitalità nei centri dell’Opus Dei. Lei spiegò come la sua vocazione professionale è in sintonia con una chiamata divina, che coinvolge tutte le attività della sua vita. Andrea raccontò di alcune sue esperienze professionali che mostrano com’è la vita ordinaria di una numeraria ausiliare dell’Opus Dei.
Dopo, Encarnación Pérez Bret, infermiera di Madrid, che si occupa di malati in fasi terminale, raccontò in quanto coordinatrice del Consiglio di formazione del “Centro de Cuidados Intensivos Laguna” alcune numerose storie del suo lavoro professionale che giorno per giorno illustrano la ricchezza e il valore della sua professione, non solo rivolto al paziente, ma anche alla famiglia. Inoltre intervenne Fabio Campoli un noto che (lo chiamano chef della RAI) che raccontò come inizió a lavorare come chef e imprenditore. Da molto giovane ha avuto questa vocazione. Ora lavora come chef e maestro di cucina. Ha appena pubblicato un libro di cucina e racconti “Note di gusto” molto originale.
Nel pomeriggio inaugurarono una nuova forma di approfondimento e scambi di esperienze circa questi settori professionali. Furono rappresentati i cinque continenti nella “Fiera Internazionale del Servizio” c’erano diversi posti, dove si poteva scegliere la pasta italiana, biscotti cechi, punto croce, o come apparecchiare la tavola in modo elegante o scoprire informazioni nutrizionali a proposito della propria abitudine alimentare.
Simultaneamente, partecipanti del Congresso presentarono dei progetti: essi parlarono dell’importanza dei pasti con la famiglia, il ruolo della famiglia come centro di umanità, la figura chiave delle infermiere ai pazienti vicino la morte. Paesi come il Canada, l’Italia, la Spagna e il Brasile hanno la fortuna di avere più progetti in alcuni casi più di due, selezionati per partecipare al XX Congresso Incontro Romano.
Incontro Romano è un forum internazionale rivolto a studentesse al fine di approfondire temi attuali che portino alla scoperta del ruolo fondamentale della donna nelle professioni dirette alla cura della persona, sottolineandone l’importanza.
L´Incontro Romano ha avuto origine durante un Convegno Internazionale tenutosi a Roma nel 1991 col seguente tema: “Donna, lavoro e famiglia nel mondo”. Davanti ad una platea composta da poco più di un centinaio di studentesse e di professioniste, provenienti da alcune nazioni europee, è diventata realtà un’ispirazione avuta tempo addietro.
L´Incontro Romano è nato seguendo l’impulso del Servo di Dio Mons. Alvaro del Portillo – primo successore di S. Josemaria Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei - il quale nel 1990 sollecitò un gruppo di professioniste del servizio ad attivarsi per estendere l’influenza positiva che, di fatto, esercitano tali professioni nei confronti delle persone e delle istituzioni. Si tratta di mettere in pratica qualcosa che era stata insegnata da S. Josemaria fin dagli inizi della sua predicazione: Qualsiasi lavoro ha una dimensione di servizio quando si porta a termine pensando alle persone alle quali è diretto. Parlando di dette professioni in un intervista rilasciata nel 1968 egli affermava:
«E’ necessario (...) che la persona che presta tale servizio ne abbia le capacità, che sia professionalmente preparata. Ho detto servizio – benché il termine oggi venga disprezzato – perché ogni compito sociale ben fatto è per l’appunto questo, uno stupendo servizio: sia il compito di chi lavora in casa sia quello dell’insegnante o del giudice. Non si può ritenere servizio il lavoro svolto da chi lo rivolge al proprio tornaconto» (Conversazioni con Mons. Escrivà de Balaguer, n°109).
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INCONTRO ROMANO Trienio 2009-2011
Cominciamo un nuovo triennio col titolo Lifestyle, Stile di Vita, in cui vogliamo approfondire il tema dei lavori domestici come fuoco generatore di un modo proprio di vivere. Questa prospettiva scopre “da dentro” gli elementi indispensabili che trasformano la casa in un “fuoco” di cultura, in cui le persone possono svilupparsi armonicamente e contribuire a creare un ambiente migliore, portando con sé un clima veramente umano.
“Stile di Vita”: la casa come fuoco di cultura
Oggi si sente parlare molto di “Stile di Vita”, che è una realtà in stretta relazione con l’identità personale e riflette il modo in cui capiamo il mondo che ci circonda. Lo stile di vita è una maniera di affrontare la realtà, che si manifesta nelle convinzioni, nei valori, nei modi di vedere le cose e, infine, di viverle. È un'opzione, non sempre cosciente, che ci guida a presentarci e metterci in relazione con gli altri in un modo determinato.
Di fronte a questo, ci rendiamo conto che, nonostante la modernità proclami l'autonomia e l'indipendenza, la verità è che la società va imponendo uno stile di vita determinato che si caratterizza per l'individualismo, il comfort, il consumismo e la competitività, in cui la persona smette di essere l'oggetto più importante e si abbandona ad altri beni effimeri e materiali.
Di fronte a questo, ci rendiamo conto che, nonostante la modernità proclami l'autonomia e l'indipendenza, la verità è che la società va imponendo uno stile di vita determinato che si caratterizza per l'individualismo, il comfort, il consumismo e la competitività, in cui la persona smette di essere l'oggetto più importante e si abbandona ad altri beni effimeri e materiali. Como afirma Juan Pablo II en la Homilía de la Misa de Canonización de San Josemaría: ¨Elevar el mundo hacia Dios y transformarlo desde dentro: he aquí el ideal que el santo fundador os indica (...) Él continúa recordándoos la necesidad de no dejaros atemorizar ante una cultura materialista, que amenaza con disolver la identidad más genuina de los discípulos de Cristo. Le gustaba reiterar con vigor que la fe cristiana se opone al conformismo y a la inercia interior. Siguiendo sus huellas, difundid en la sociedad, sin distinción de raza, clase, cultura o edad, la conciencia de que todos estamos llamados a la santidad.¨[1] L'uomo e la donna non sono più il fine di un servizio, di una relazione, di un modo di vestire, di parlare, di uno spazio da condividere. Non c'è più tempo per mangiare a casa con la propria famiglia a causa del ritmo che impone la società. È uno stile che si vuole imporre e che ci si presenta come un requisito al fine di adattarci alla società.

È la casa il luogo in cui si può iniziare a cambiare tutto. È il vero focolare da cui nasce la cultura, il luogo propizio in cui ogni individuo sviluppa la sua identità personale. Lì noi costruiamo le abitudini e i valori che ci definiscono come persona, che ci portano a vivere con un proprio stile di vita, che portiamo poi con noi nei luoghi nei quali ci muoviamo ogni giorno. Si tratta, perciò, di approfondire e concretizzare l'influenza che esercita la famiglia nell'uomo e in modo particolare i lavori domestici, su cui la società è posta. Tutto questo perché le famiglie d'oggi sono come i primi cristiani ¨che vissero di Cristo e diedero a conoscere Cristo. Piccole comunità cristiane, centri d'irradiazione del messaggio evangelico. Focolari uguali a quelli di questi tempi, ma animati da uno spirito nuovo, che contagiava coloro che li conoscevano e si rapportavano con loro. Questo è ciò che furono i primi cristiani e anche noi cristiani d'oggi dobbiamo essere: seminatori di pace e di gioia, della gioia e della pace che è venuto a portarci Gesù.¨ [2] Vale a dire che dobbiamo abbordare lo studio della famiglia e dei lavori della casa cominciando ¨da dentro¨, come lavori trasformatori, precursori e trasmettitori di una cultura di qualità e di servizio, di un vero e sano stile di vita. Per approfondire il significato attuale dell'espressione ¨stile di vita¨ e ridargli il suo valore,il tema sarà spiegato:
2009: Stile di Vita – classico e innovatore
2010: Stile di Vita – esperti nell'umanità
2011: Stile di Vita – vero benessere
[1] Homilía del Santo Padre Juan Pablo II, Misa de canonización del Beato Josemaría Escrivá de Balaguer, Domingo 6 de octubre de 2002.
[2] San Josemaría, “Il matrimonio, vocazione cristiana” in È Gesù che passa, RIALP, Spagna, 1973.

