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CONGRESSO 2011

Congresso Incontro Romano 2011 “Vero benessere”



Martedì 19 aprile, si è svolta la ventunesima edizione del Congresso Incontro Romano dal titolo "Lifestyle 2011: true well-being" presso il Grand Hotel Parco dei Principi a Roma.

Il congresso è rivolto a giovani studentesse di tutto il mondo ed ha come obiettivo quello di creare un punto di scambio e di riflessioni su temi attuali che portino alla scoperta del ruolo fondamentale della donna nelle professioni dirette alla cura della persona.

Il tema affrontato quest'anno è "Il Benessere". Benessere, una parola tanto usata e tanto abusata al punto che oggi ci si domanda quale tra le tante proposte che il mercato ci offre racchiuda realmente il contenuto del vero stare bene. Relatori dell'incontro: l'Ing. Roberto Franciosi, Facility manager dell'ESA, che ha descritto l'importanza del ruolo del Facility manager nel garantire il benessere dei dipendenti e degli utenti o clienti di un'azienda; l'Avv. Cristian Conen, docente di Antropologia e Diritto della Famiglia presso l'Università Austral di Buenos Aires, che con il suo intervento dal titolo "Donna e Leadership. Un nuovo stile di vita" ha analizzato il ruolo della donna nella società attuale.

Il congresso si è concluso con una Fiera Internazionale in cui le rappresentanti dell'Argentina, del Canada, di Puerto Rico, della Spagna, del Kenya, della Finlandia, dell'Italia e dell'Australia hanno esposto le loro creazioni innovative valutate da una giuria che quest'anno ha premiato il Kenya.

 

 

Il Ventesimo Congresso Incontro Romano inaugurato dal sindaco di Roma Giovanni Alemanno

Circa 300 studenti e giovani professionisti del mondo del servizio parteciparono al ventesimo congresso Incontro Romano. Gli riuniva la stessa sfida: diventare esperti in umanità e impegnarsi in questi tipi di lavoro. Nell’apertura del Congresso, il Sindaco di Roma ha gentilmente accettato l’invito giacché si compiva un anniversario importante: venti anni promovendo l’importanza e la necessità per il lavoro che pone l’attenzione alla “persona”.

Gestione dell’entusiasmo

Il Sindaco saluta alle studentesse del Giappone La cornice di questo congresso riguardava i temi sullo stile di vita: lifestile, rapportato con l’identità personale come punto focale dell’umanità. La propria condotta di vita è un modo per affrontare la realtà che si manifesta con convinzioni, valori e modi di vedere e fare le cose, e infine viverle. È una scelta non sempre consapevole che ci porta a essere, presentarci ed esporci con altri in un modo determinato.

Nel ventesimo anniversario dell’Incontro Romano la conferenza principale fu tenuta da Victor Küppers, imprenditore e collaboratore della “Escuela de Negocios IESE” che ha Campus a Barcellona. Parlò della gestione dell’entusiasmo, concentrandosi in un unico messaggio che sviluppò con molta vivacità durante tutto il suo intervento: l’atteggiamento, prima di qualsiasi lavoro, qualunque sia, è ciò di più importante.

Victor Küppers Al susseguirsi di Victor Küppers intervennero più testimoni. Questi ultimi furono aggiunti al programma del Congreso solo da pochi anni come modo per imparare da vari servizi professionali, che condividono la loro esperienza della propria vocazione professionale: La decisione di dedicarsi a questo tipo di lavoro, le facilità e le difficoltà che riscontrano, la loro visione di fare soldi, le esperienze di vita che li hanno segnati.


El stand que presentó República Checa Quest’anno interverranno professionisti di diversi settori. Andrea Feehery, degli Stati Uniti, è membro dell’Opus Dei. Da molti anni si occupa professionalmente della cura e dell’ospitalità nei centri dell’Opus Dei. Lei spiegò come la sua vocazione professionale è in sintonia con una chiamata divina, che coinvolge tutte le attività della sua vita. Andrea raccontò di alcune sue esperienze professionali che mostrano com’è la vita ordinaria di una numeraria ausiliare dell’Opus Dei.

Dopo, Encarnación Pérez Bret, infermiera di Madrid, che si occupa di malati in fasi terminale, raccontò in quanto coordinatrice del Consiglio di formazione del “Centro de Cuidados Intensivos Laguna” alcune numerose storie del suo lavoro professionale che giorno per giorno illustrano la ricchezza e il valore della sua professione, non solo rivolto al paziente, ma anche alla famiglia. Inoltre intervenne Fabio Campoli un noto che (lo chiamano chef della RAI) che raccontò come inizió a lavorare come chef e imprenditore. Da molto giovane ha avuto questa vocazione. Ora lavora come chef e maestro di cucina. Ha appena pubblicato un libro di cucina e racconti “Note di gusto” molto originale.

Nel pomeriggio inaugurarono una nuova forma di approfondimento e scambi di esperienze circa questi settori professionali. Furono rappresentati i cinque continenti nella “Fiera Internazionale del Servizio” c’erano diversi posti, dove si poteva scegliere la pasta italiana, biscotti cechi, punto croce, o come apparecchiare la tavola in modo elegante o scoprire informazioni nutrizionali a proposito della propria abitudine alimentare.

Simultaneamente, partecipanti del Congresso presentarono dei progetti: essi parlarono dell’importanza dei pasti con la famiglia, il ruolo della famiglia come centro di umanità, la figura chiave delle infermiere ai pazienti vicino la morte. Paesi come il Canada, l’Italia, la Spagna e il Brasile hanno la fortuna di avere più progetti in alcuni casi più di due, selezionati per partecipare al XX Congresso Incontro Romano.



INCONTRO ROMANO Trienio 2009-2011

Cominciamo un nuovo triennio col titolo Lifestyle, Stile di Vita, in cui vogliamo approfondire il tema dei lavori domestici come fuoco generatore di un modo proprio di vivere. Questa prospettiva scopre “da dentro” gli elementi indispensabili che trasformano la casa in un “fuoco” di cultura, in cui le persone possono svilupparsi armonicamente e contribuire a creare un ambiente migliore, portando con sé un clima veramente umano.

“Stile di Vita”: la casa come fuoco di cultura

Oggi si sente parlare molto di “Stile di Vita”, che è una realtà in stretta relazione con l’identità personale e riflette il modo in cui capiamo il mondo che ci circonda. Lo stile di vita è una maniera di affrontare la realtà, che si manifesta nelle convinzioni, nei valori, nei modi di vedere le cose e, infine, di viverle. È un'opzione, non sempre cosciente, che ci guida a presentarci e metterci in relazione con gli altri in un modo determinato.

Di fronte a questo, ci rendiamo conto che, nonostante la modernità proclami l'autonomia e l'indipendenza, la verità è che la società va imponendo uno stile di vita determinato che si caratterizza per l'individualismo, il comfort, il consumismo e la competitività, in cui la persona smette di essere l'oggetto più importante e si abbandona ad altri beni effimeri e materiali.


Di fronte a questo, ci rendiamo conto che, nonostante la modernità proclami l'autonomia e l'indipendenza, la verità è che la società va imponendo uno stile di vita determinato che si caratterizza per l'individualismo, il comfort, il consumismo e la competitività, in cui la persona smette di essere l'oggetto più importante e si abbandona ad altri beni effimeri e materiali. Como afirma Juan Pablo II en la Homilía de la Misa de Canonización de San Josemaría: ¨Elevar el mundo hacia Dios y transformarlo desde dentro: he aquí el ideal que el santo fundador os indica (...) Él continúa recordándoos la necesidad de no dejaros atemorizar ante una cultura materialista, que amenaza con disolver la identidad más genuina de los discípulos de Cristo. Le gustaba reiterar con vigor que la fe cristiana se opone al conformismo y a la inercia interior. Siguiendo sus huellas, difundid en la sociedad, sin distinción de raza, clase, cultura o edad, la conciencia de que todos estamos llamados a la santidad.¨[1] L'uomo e la donna non sono più il fine di un servizio, di una relazione, di un modo di vestire, di parlare, di uno spazio da condividere. Non c'è più tempo per mangiare a casa con la propria famiglia a causa del ritmo che impone la società. È uno stile che si vuole imporre e che ci si presenta come un requisito al fine di adattarci alla società.

È la casa il luogo in cui si può iniziare a cambiare tutto. È il vero focolare da cui nasce la cultura, il luogo propizio in cui ogni individuo sviluppa la sua identità personale. Lì noi costruiamo le abitudini e i valori che ci definiscono come persona, che ci portano a vivere con un proprio stile di vita, che portiamo poi con noi nei luoghi nei quali ci muoviamo ogni giorno. Si tratta, perciò, di approfondire e concretizzare l'influenza che esercita la famiglia nell'uomo e in modo particolare i lavori domestici, su cui la società è posta. Tutto questo perché le famiglie d'oggi sono come i primi cristiani ¨che vissero di Cristo e diedero a conoscere Cristo. Piccole comunità cristiane, centri d'irradiazione del messaggio evangelico. Focolari uguali a quelli di questi tempi, ma animati da uno spirito nuovo, che contagiava coloro che li conoscevano e si rapportavano con loro. Questo è ciò che furono i primi cristiani e anche noi cristiani d'oggi dobbiamo essere: seminatori di pace e di gioia, della gioia e della pace che è venuto a portarci Gesù.¨ [2] Vale a dire che dobbiamo abbordare lo studio della famiglia e dei lavori della casa cominciando ¨da dentro¨, come lavori trasformatori, precursori e trasmettitori di una cultura di qualità e di servizio, di un vero e sano stile di vita. Per approfondire il significato attuale dell'espressione ¨stile di vita¨ e ridargli il suo valore,il tema sarà spiegato:

2009: Stile di Vita – classico e innovatore

2010: Stile di Vita – esperti nell'umanità

2011: Stile di Vita – vero benessere


[1] Homilía del Santo Padre Juan Pablo II, Misa de canonización del Beato Josemaría Escrivá de Balaguer, Domingo 6 de octubre de 2002.
[2] San Josemaría, “Il matrimonio, vocazione cristiana” in È Gesù che passa, RIALP, Spagna, 1973.

INCONTRO ROMANO 2011

LIFESTYLE: VERO BENESSERE


Benessere: una parola ricca

Gli esseri umani sono gli unici capaci di vivere in un’infinità di modi. Dall’epoca primitiva ai tempi delle nuove tecnologie, gli stili di vita si sono moltiplicati. Ora è di moda parlare di benessere riferendosi al modo ideale di vivere, lavorare, riposare, di progettare il futuro e addirittura il momento finale della morte.

Conoscere, in tutta la sua profondità, cosa sia il vero benessere per la persona suppone prendere in considerazione tutte le sue dimensioni. Le tre dimensioni classiche degli esseri umani sono: la dimensione corporale, quella psichica e quella spirituale. Per poter raggiungere il vero benessere dobbiamo preoccuparci, contemporaneamente, di tutte e tre le dimensioni. Come ottenerlo?

L’Incontro Romano propone per l'anno 2011 una sfida, quella di scoprire qual è il benessere che permette di raggiungere uno stile di vita che vale la pena di essere vissuta: uno stile di vita che non solo cerchi il comfort materiale, che si riduce a un benessere solo superficiale, ma che consideri la persona nella sua totalità e la porti a un’autentica felicità.

Benessere materiale: ambito di crescita personale

Per raggiungere la felicità, abbiamo bisogno di beni materiali come ambiti e mezzi di miglioramento personale. Il rapporto con le cose implica un atteggiamento attivo che si manifesta principalmente nel lavoro. Possiamo dire che quando lavoriamo siamo proprio nell’ambito in cui, attraverso le relazioni con gli altri e con le cose materiali, acquistiamo ciò che contribuisce alla crescita personale: le virtù (ad esempio l'ordine, la laboriosità, la temperanza, la gioia , il pensare agli altri attraverso piccoli dettagli materiali, ecc.)

Altro concetto “chiave” per raggiungere uno stile di vita che contribuisca al benessere vero è l’educazione al buon gusto, ciò che fa scoprire l'armonia e la bellezza che si possono ottenere attraverso il rapporto con le cose e con gli altri. Attraverso l’esercizio del buon gusto impariamo a esercitare la nostra libertà, a scegliere in ogni situazione ciò che è bene per noi e per chi ci sta accanto. Ma, soprattutto, acquisiamo una sensibilità particolare per scoprire la grandezza che sta dietro tutto ciò che è materiale: la creazione come un regalo per tutta l’umanità.

Vero benessere: luogo d'incontro e di servizio agli altri

Il vero benessere presuppone che le cose materiali non ci isolino, ma che ci avvicinino sempre di più agli altri. Usandole - nel lavoro, nel riposo o nella ricerca di comfort - siamo in grado di raggiungere la felicità di condividere, di divertirci insieme, di riposare e contemporaneamente di servire. Come diceva San Josemaría: "Il benessere, inteso in senso positivo, non significa lusso, né corsa al piacere, ma quanto serve a rendere la vita gradevole alla propria famiglia e agli altri, perché tutti possano servire meglio Dio" (Colloqui con Monsignor Escrivá de Balaguer, n. 111)

I beni materiali possono avvicinarci di più agli altri nella misura in cui li riconosciamo e usiamo come un mezzo per servire meglio coloro che ci stanno accanto. Questo ci porterà a mettere una cura e un’attenzione costante alla concretezza. Utilizzare le cose materiali in questo modo è essere consapevoli del dono ricevuto da Dio di vegliare sull’'uomo e sulla creazione. E così, come ci ricorda il papa Benedetto XVI, "Dio ci tocca per mezzo di realtà materiali, attraverso doni del creato che Egli assume al suo servizio, facendone strumenti dell’incontro tra noi e Lui stesso" (Omelia Messa crismale del Giovedì Santo. Roma, 01/04/2010).

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